
Monato giugno 2026: il mondo visto in esperanto
Monato – la rivista internazionale in esperanto – segue il suo caratteristico landa principo: ogni articolo è scritto da un corrispondente che vive nel paese di cui scrive, garantendo prospettive autentiche dal terreno.

Il numero si apre con la Groenlandia, analizzata come nuovo epicentro geopolitico artico: USA, Russia e Cina si contendono l’isola per le sue risorse minerali e la sua posizione strategica, mentre i groenlandesi difendono il loro diritto all’autodeterminazione. Il numero include anche una breve ma intensa intervista sul Libano, raccolta da un cittadino libanese residente a Cipro che ha preferito restare anonimo per ragioni di sicurezza. Il suo racconto è lucido e amaro: lo Stato esiste sulla carta, ma il potere reale appartiene a chi ha i missili.

Sul fronte africano, un articolo ripercorre decenni di ribellioni tuareg nel Nord del Mali: debolezza statale, accordi di pace fragili e instabilità che si allargano all’intero Sahel. Molto interessante l’intervista a Ernesto Nhatsumbo, docente di giornalismo all’Università Eduardo Mondlane di Maputo: racconta come le ONG mozambicane siano intrappolate in una dipendenza strutturale dai donatori internazionali, che impongono le proprie priorità senza conoscere le realtà locali. Un meccanismo che soffoca l’autonomia della società civile.
Grande spazio alla scienza. I Paesi Bassi hanno aggiornato le linee guida alimentari: meno carne (max 300g a settimana), più legumi e proteine vegetali, anche per ragioni climatiche.
Il pezzo più entusiasmante riguarda Artemis-2: il 1° aprile 2026, per la prima volta in 54 anni, quattro astronauti hanno circumnavigato la Luna, stabilendo un record di distanza. A bordo, la prima donna e il primo canadese spintisi oltre l’orbita terrestre.

Un articolo psicologico riflette sulla Generazione X (cresciuta con la chiave al collo, indipendente e scettica), mentre da Cipro arriva una lezione di giornalismo: la vita sull’isola era normalissima, quando i media internazionali senza motivo paventavano un disastro imminente.
Chiude un saggio affascinante sulla disuguaglianza linguistica: 23 lingue sono parlate da metà dell’umanità, mentre 7000 sopravvivono a malapena, per colpa di geografia, imperialismo linguistico e potere economico.
Fonte: www.monato.be



