
Jamboree 2027: cercasi volontari esperantisti
I giochi olimpici, così come i mondiali di calcio, si svolgono ogni 4 anni.
Ma per tutti gli scout del mondo, di tutto il mondo, ogni quattro anni si replica un evento internazionale chiamato World Scout Jamboree…
Ma che cos’è? Semplice: un raduno gigantesco di tutti gli scout dai 14 ai 17 anni che provengono da tutto il mondo.
Nel 2023 dai 30 ai 50 mila scout si sono radunati a Saemangeum nella Corea del Sud, al grido di “Disegna il tuo sogno”; nel 2027 la città di Danzica, in Polonia, attenderà gli scout per una settimana di giochi, attività e seminari che avranno come filo conduttore la parola “Coraggiosamente”; nel 2031 si andrà invece in Danimarca, a Silkeborg.
Al Jamboree partecipano contingenti da tutto il mondo, che vivono una settimana in un gigantesco campeggio, scandito dai suoni dell’alzabandiera, delle danze, dei canti in tutte le lingue.
Baden Powell, che fondò gli scout, aveva capito fin da subito l’importanza dell’incontro, per conoscere, per capire, per vivere insieme.
In questo piccolo angolo di mondo, per una settimana si incontreranno culture e tradizioni diverse. Nasceranno amicizie che il tempo e la distanza non potranno mai cancellare.
Si vivranno avventure che vanno al di là del semplice gioco, si tornerà a casa con uno zaino pieno non di souvenir ma di esperienze, di gioia, di amicizie, di conoscenze.
Ma non saranno solo i ragazzi i protagonisti di questo evento; ci saranno i capi ad organizzare le varie attività, e saranno chiamati anche a fare da interpreti sia tra gli scout che tra tutti i ragazzi e gli abitanti del posto che li ospita.
Pensate che bello se al prossimo Jamboree tutti gli scout e le guide potessero parlare insieme senza bisogno di interpreti.
Se rileggo il libro di BP (Baden Powell, come lo chiamiamo noi scout) “Scouting for Boys”, trovo un passaggio in cui lo stesso BP aveva pensato che fosse proprio l’Esperanto la lingua comune per tutte le pattuglie…
Per capirsi senza bisogno di interpreti, per comunicare in tutto il mondo questo messaggio.
E noi cosa possiamo fare? Gli scout esperantisti, perché forse non tutti sanno che esiste la Skolta Esperanto Ligo a cui mi onoro di appartenere, cercheranno di essere presenti con un loro stand.
Stiamo lavorando per attualizzare alcune pubblicazioni (“Jamborea Lingvo” e “Skolta kaj Tenduma Terminaro”) e, anche se io non sarò fisicamente presente, posso (o meglio possiamo, tutti insieme) comunque fare qualcosa perché l’Esperanto sia protagonista anche di questo evento.
Mi piacerebbe che tutti gli scout (perché non esistono “ex scout”) che leggeranno questo messaggio mi contattassero, perché possiamo far vivere qui in Italia attraverso il fazzolettone bianco del SEL (Skolta Esperanto Ligo) il messaggio comune, quel filo che lega scout ed Esperanto. Scrivetemi qui (cristina.bollini@feniks.it) e costruiamo insieme piccole attività per i nostri gruppi locali, guardando già alla Danimarca, perché nel 2031 i lupetti di oggi, diventati esploratori, possano partecipare ed aggiungere anche l’Esperanto alle lingue in cui risuoneranno i tradizionali canti che accompagnano ogni campo scout.
Io sono uno scout che ha promesso di rispettare la legge scout il cui primo punto recita “pongono il loro onore nel meritare fiducia”. Ce ne sono altri 10, ma questo, il primo, li racchiude tutti. Perché solo con la fiducia si costruisce, solo con la fiducia si abbattono i muri, anche quelli creati dalla non comprensione della lingua dell’altro.
Jamboree… Ora che non è più così sconosciuto, forse, come nel 2023, “disegnerà i nostri sogni”, nel 2027 “coraggiosamente” ci permetterà di fare qualcosa, di gettare anche solo un piccolo seme, che forse, un giorno, sul terreno di Danzica, di Silkeborg o dietro casa nostra porterà i suoi frutti.



