Non è mai troppo presto. La lingua Esperanto alle elementari.

L'esperienza del Gruppo Esperantista Bergamasco nella scuola elementare viene presentata all'Università "La Sapienza" di Roma, all'insegna dell'educazione all'impegno e al miglioramento. (Foto di @Melirius).

Parte  dalla Biblioteca Alessandrina e dalla sua direttrice, la dott.ssa Figaro, l’invito a celebrare i 18 anni del “Progetto Esperanto” della Scuola Primaria di Verdello (BG).

Iniziata nel 2017, questa esperienza di insegnamento dell’esperanto nei cinque anni del ciclo primario ha coinvolto decine di alunni di diverse generazioni, conducendoli fino agli esami di lingua di primo livello (A2).

Il 18 ottobre 2025 alle ore 16:00 presso la Biblioteca Alessandrina si racconteranno diverse storie:

  • Il racconto della esperienza del progetto di Verdello.
  • La figura di Santa Ildegarda e della sua lingua ignota, considerata da molti in qualche modo una progenitrice dell’esperanto, nella presentazione di Alberta Manni.
  • La interna ideo, la vocazione etica che origina e attraversa il mondo e la cultura dell’esperanto, illustrata da Michela Lipari dell’UEA (Universala Esperanta Asocio).

Naturalmente parteciperanno, oltre agli ospiti di Bergamo, esperantisti romani dell’Esperanto-Centro “Luigi Minnaja” e del Gruppo Esperantista Tuscolano

Alcuni membri del gruppo esperantista di Verdello.

Particolarmente significativa l’idea, in fase di realizzazione, di coinvolgere i ragazzi della Scuola “Fratelli Bandiera” di Roma, dove insegnò il maestro Alberto Manzi, pedagogista e autore della famosa trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi“, che nei primi anni 60 contribuì all’alfabetizzazione di tanti, e dove si inaugurerà un museo a lui dedicato. Gli ideali di libertà dei fratelli Bandiera, di civiltà del Maestro Manzi e di universalità dell’esperanto potranno trovare una sintesi, forse anche in un gemellaggio tra la scuola di Verdello e quella di Roma. Verdello e il suo gruppo esperantista si propongono ancora con le loro attività a chi voglia esplorare un percorso di cultura e socialità. 

Con ancora nella mente il ricordo della storica trasmissione, il cui titolo non è solo un invito a intraprendere uno studio, ma soprattutto uno stimolo a credere nelle proprie idee e nella possibilità degli uomini di impegnarsi a migliorare il mondo, per chi parteciperà a quest’incontro sarà un po’ come vedere Manzi e Zamenhof (il fondatore dell’esperanto) darsi la mano e forse rivolgere quella esortazione ai bimbi di oggi e uomini del futuro, un “Coraggio ragazzi, non è mai troppo tardi!“, o, perché no, un “Neniam estas tro malfrue!

Carlo Testa

    Carlo Testa
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