Lingua viva, idee nuove: l’Esperanto tra strategia e solidarietà

Il numero di novembre 2025 della rivista “Esperanto” si apre con un chiaro messaggio di rinnovamento e visione strategica per l’intero movimento. Il tema principale è infatti AKIRI, un piano d’azione che riassume in cinque lettere i campi prioritari di lavoro di UEA: Administrado, Kunlaborado, Informado, Rilatoj, Instruado. Ma più che un semplice programma, AKIRI viene presentato come una komuna vojo, un cammino condiviso che invita tutti gli esperantisti a collaborare per costruire il futuro della lingua e dell’associazione. È una chiamata all’unità, alla professionalità e alla corresponsabilità, in un momento in cui UEA punta a rafforzare la propria presenza nel mondo e a coinvolgere nuove generazioni.

Tra gli articoli più interessanti spicca un testo dal titolo provocatorio: “Kiu estas la plej bona reganto de Esperanto en 2025?”, che riflette sul concetto stesso di “guida” nel mondo esperantista. L’autore sostiene che i veri “governanti” della lingua non sono le istituzioni, ma le persone che la usano quotidianamente: chi insegna, chi traduce, chi comunica in Esperanto mantiene viva la lingua e ne garantisce la continuità. È una riflessione che restituisce un’immagine profondamente democratica e partecipativa del movimento.

Segue una intervista al vicepresidente Seán Ó Riain, che racconta come scoprì l’Esperanto in Australia, durante una missione diplomatica nel 1991. Da allora la lingua lo accompagna nella sua vita professionale e associativa. Nel colloquio emergono anche le sue priorità come responsabile per le relazioni esterne: migliorare la visibilità di UEA, rafforzare i legami con le istituzioni europee e sviluppare un’informazione più efficace verso il pubblico generale.

La parte dedicata alla vita del movimento offre un tono più narrativo e vivace. L’articolo sull’ Internacia Junulara Kongreso (IJK) in Indonesia trasmette entusiasmo e calore: sole, piogge tropicali, vulcani, spiagge bianche e, soprattutto, 140 giovani di 33 paesi uniti dalla lingua comune. Dalla cronaca emerge il senso di appartenenza e la forza rinnovatrice della gioventù esperantista. Nella stessa sezione troviamo anche un esempio concreto di solidarietà: la costruzione di una nuova scuola in Tanzania, resa possibile grazie al sostegno di esperantisti di diversi paesi. È un segnale tangibile di come il movimento sappia trasformare ideali linguistici in azioni sociali.

Sul piano culturale, il numero lancia l’appello per la 77a edizione dei Belartaj Konkursoj, lo storico concorso letterario di UEA, e propone un curioso invito a tradurre due opere: un racconto di rifugiato e un classico del giallo. È un modo per ricordare che la traduzione resta una delle vie più feconde per arricchire la letteratura in Esperanto e favorire l’incontro tra culture.

Ampio spazio è poi dedicato all’ambito scientifico e congressuale: un resoconto della 47a Esperantologia Konferenco di Brno mostra come la ricerca linguistica e storica sull’Esperanto continui a essere viva, mentre UEA già prepara il prossimo appuntamento dell’ Internacia Kongresa Universitato 2026, che si terrà a Graz (Austria), invitando studiosi e attivisti a presentare le proprie relazioni.

Sul fronte dell’informazione e delle relazioni esterne, la rivista segnala una campagna di successo a Salsomaggiore Terme, dove l’Esperanto ha ottenuto ampia visibilità sui media locali. Si parla inoltre del Gruppo di Amici del Multilingvismo presso le Nazioni Unite, di cui UEA è parte attiva, a conferma dell’impegno dell’associazione nel promuovere la diversità linguistica a livello internazionale.

Come di consueto, chiudono il numero le sezioni ufficiali – Oficiala Informilo, Faka agado (con la rubrica Virinoj aktivas) e Laste aperis, dedicata alle novità editoriali – che completano un fascicolo ricco e ben equilibrato.

Massimo Ripani
Massimo Ripani

Massimo Ripani è direttore responsabile della rivista "L'esperanto" e redattore della rubrica Politiko della rivista internazionale "Monato".

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