L’Esperanto in Africa arriva a scuola

Dalla lontana Africa, per la precisione da Lubumbashi, seconda città (per grandezza) della Repubblica Democratica del Congo arriva una notizia che dovrebbe far brillare di gioia gli occhi di tutti gli esperantisti del mondo.

Grazie al lavoro di Espoir Ngoma Kasati e all’aiuto della UEA (Universala Esperanta Asocio) sta prendendo forma un progetto che prevede l’ingresso dell’Esperanto nelle cinque scuole della città associate all’Unesco. L’ingresso ufficiale come materia di studio.

E la domanda che ci poniamo è: che valore ha questa notizia? Che cosa significa? Non solo che l’Esperanto entrerà finalmente a livello ufficiale nelle scuole, e che quindi verrà insegnato, ma significa soprattutto che verrà usato, come è nelle intenzioni di Espoir e del direttivo della UEA.

In questo modo l’Esperanto potrà diventare veicolo e mezzo per favorire scambi culturali e comunicativi tra tutte le scuole africane e pertanto potrà essere usato nella pratica comune.

Questo è un primo tassello di un progetto più ampio (di nome “Akiri”) che la UEA, su iniziativa del presidente Ferdinando Maja sta sviluppando per collaborare concretamente con l’Unesco, non solo per rappresentare l’Esperanto all’interno dell’istituzione, ma anche per partecipare alle attività che la stessa propone, condividendone i valori di pace e di salvaguardia delle diversità culturali e linguistiche.

In Africa ora è giunto finalmente il tempo di sperimentare, dando inizio a questo progetto che non dovrebbe e non vorrebbe rimanere il solo ma il primo di una serie di iniziative che saranno coordinate e gestite in loco proprio da Espoir, scelto per la sua esperienza come insegnante, per la sua conoscenza della realtà locale e per le sue doti organizzative.

Noi di Esperanto-Oggi non possiamo fare altro che sostenerlo, augurargli “buon lavoro” ma soprattutto metterci, anche noi, anche dalla lontana Italia, a sua disposizione, magari fornendogli aiuti o materiali concreti nel caso ne avesse bisogno; anche un libro è importante, anche un aiuto con una traduzione, anche solo un saluto o un sorriso da lontano.

Dall’Italia all’Africa il passo è breve, le distanze geografiche si superano facilmente con i moderni mezzi di trasporto e quelle linguistiche…. con l’Esperanto non ci saranno più se, tra qualche tempo, alcuni di noi avranno la fortuna di andare a Lubumbashi e potranno tranquillamente parlare con gli alunni di quelle scuole.

E poi… da lì ad un’altra città e un’altra nazione e così di seguito nella “storia senza fine” che Zamenhof ha iniziato.

(l’immagine è tratta dall’articolo di” Libera Folio” a questo link )

    Cristina Bollini
    Cristina Bollini
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