Esperanto in Tanzania: un safari che unisce natura e cultura

Quando si pensa alla Tanzania, la mente corre subito alle distese infinite della savana, agli elefanti che passeggiano tra i baobab secolari, ai leoni che si stagliano contro l’orizzonte aranciato. Ma questa volta, immaginate di vivere tutto questo accompagnati da una lingua che unisce persone di ogni continente: l’esperanto. È esattamente ciò che propone il primo Tanzania Esperanto Safari, un viaggio unico che si svolgerà dal 7 al 21 giugno 2026, ideato da Didi Weidmann, veterano del movimento esperantista, e pensato non solo per appassionati di natura e avventura, ma soprattutto per chi desideri avvicinarsi alla lingua internazionale vivendo un’esperienza immersiva e indimenticabile.

Il safari inizia a Dar es Salaam, la città più grande della Tanzania, dove il mare incontra la città. Qui, in un tranquillo angolo di Kigamboni chiamato Kijiji Beach, si percepisce subito il ritmo lento e pacato della vita africana: il cosiddetto “paŝon post paŝo” o, in  swahili, “pole-pole”, passo dopo passo. Mentre il vento muove le palme e le onde dell’Oceano Indiano lambiscono la riva, il gruppo di partecipanti ha l’opportunità di incontrare esperantisti locali e di familiarizzare con le prime parole e frasi della lingua. È incredibile come, già tra una risata e uno sguardo curioso al mare, l’esperanto diventi naturale, spontaneo, uno strumento di incontro e di scambio.

Da Dar es Salaam si parte verso la savana, verso il Saadani National Park, dove la giungla incontra il mare. Qui, la magia del safari si intreccia con le prime lezioni di lingua: osservare un leone che attraversa la spiaggia o un elefante che si abbevera al mare diventa un’occasione per imparare termini e frasi in esperanto, da usare subito con i compagni di viaggio. La natura stessa diventa insegnante. Una piccola escursione in barca lungo il fiume Wami tra mangrovie e ippopotami diventa così un laboratorio linguistico: “Kie estas la hipopotamo?” chiede uno, “Jen ĝi!” risponde l’altro, indicando con entusiasmo l’animale che emerge dall’acqua. Imparare l’esperanto non è mai stato così vivo e divertente.

Il viaggio prosegue verso Tarangire, il regno dei baobab e delle grandi famiglie di elefanti. Mentre il gruppo attraversa la savana, la lingua accompagna ogni incontro, anche quello con i Masai, che mantengono vive tradizioni antiche in armonia con la natura. Seduti accanto a un fuoco, osservando i loro abiti rossi e arancioni e ascoltando le loro danze, i partecipanti possono provare a conversare in esperanto, chiedendo curiosità sulle loro vite quotidiane, condividendo sorrisi e parole, scoprendo come una lingua internazionale possa davvero diventare ponte tra mondi diversi. È un insegnamento che va oltre la grammatica: l’esperanto diventa strumento di empatia e connessione.

Quando si arriva al Ngorongoro Crater, il senso di meraviglia e di unità aumenta. Questa enorme caldera, patrimonio dell’UNESCO, ospita un ecosistema quasi chiuso, con decine di migliaia di animali che vivono in equilibrio perfetto. Qui, tra fenicotteri rosa e rinoceronti neri, le conversazioni in esperanto diventano più fluide. Un partecipante, che all’inizio del viaggio non conosceva quasi nulla della lingua, può trovarsi a descrivere il paesaggio e gli animali, a raccontare le proprie emozioni, a fare domande agli altri viaggiatori, tutto in esperanto. Il safari diventa così una scuola naturale, dove ogni momento di stupore è anche un’opportunità per imparare.

La Serengeti offre un altro tipo di lezione: quella della vita e della connessione con la natura. Pianure senza fine, animali che migrano in un ciclo continuo, il cielo che si perde all’orizzonte. Qui, parlare in esperanto non significa solo imparare una lingua: significa condividere sensazioni, emozioni, meraviglia, e farlo insieme ad altri che provano le stesse emozioni. Chi non ha mai conosciuto l’esperanto può scoprire quanto sia semplice e naturale comunicare, quando si ha qualcosa di straordinario da raccontare.

Il viaggio prende poi una svolta particolare quando il gruppo visita la Esperanto Middle School di Marambeka, dove quasi mille studenti tanzaniani studiano la lingua insieme al programma scolastico ufficiale. Qui l’apprendimento diventa reciprocità: i viaggiatori imparano dai giovani, ma allo stesso tempo insegnano loro qualcosa della propria esperienza. I bambini, con occhi curiosi e sorrisi contagiosi, parlano in esperanto e ascoltano i racconti dei partecipanti, creando un ponte diretto tra culture e continenti. È un’esperienza che mostra concretamente come la lingua possa unire persone che altrimenti non si incontrerebbero mai.

Il safari si conclude a Mwanza, sulla riva del Lago Vittoria, con il primo Congresso Nazionale di Esperanto in Tanzania dopo il 109º Congresso Universale. In quei giorni, ogni esperienza del viaggio – dalle savane di Tarangire, ai mangrovieti di Saadani, al cratere di Ngorongoro – si trasforma in discussione, confronto, pianificazione. Si parla di futuro, di tecnologia al servizio della natura e della società, di come diffondere l’esperanto come lingua di fratellanza universale. Tutto questo avviene in esperanto, naturalmente, quasi senza accorgersene.

Partecipare a questo safari significa entrare in contatto con la Tanzania in maniera completa: dalla città di Dar es Salaam, vivace e cosmopolita, al mare di Kigamboni, fino alla savana, ai villaggi Masai, alle scuole e infine al congresso di Mwanza. Ma soprattutto, significa scoprire quanto l’apprendimento di una lingua possa essere rapido, naturale e divertente quando immersi in un contesto che stimola curiosità, emozione e voglia di comunicare.

Il Tanzania Esperanto Safari non è solo un viaggio tra animali e paesaggi straordinari. È un percorso di apprendimento, di condivisione, di crescita personale e collettiva. Chi parte con poche o nessuna conoscenza dell’esperanto torna a casa capace di conversare, di raccontare, di connettersi con persone in tutto il mondo. La lingua diventa il filo invisibile che lega ogni esperienza, ogni emozione, ogni incontro.

Ecco perché, come dice Didi Weidmann, la Tanzania non è solo un luogo da visitare, ma un invito a sentirsi parte di un progetto più grande: un mondo unito, capace di rispettare la natura, di dialogare tra culture e di costruire ponti concreti tra le persone. In questo contesto, l’esperanto non è solo una lingua, ma una chiave per vivere l’Africa, la bellezza del pianeta e il senso di comunità globale.

Più dettagliate informazioni sulla pagina web Unua-Tanzania-Esperanto-Safaro-Broshuro_5zmly0dz.pdf ( h0ttps://allsprachendienst.ch/esperanto/files/Unua-Tanzania-Esperanto-Safaro-Broshuro_5zmly0dz.pdf )

Bruĉjo
Bruĉjo

Nato a Pisa nel 1954, editore. Dal 2023 è vicepresidente della Federazione Esperantista Italiana APS.

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