Il modello AIDA e l’esperanto
Durante il Seminario sul Giornalismo (Pisa 19-21 novembre 2025) svoltosi durante lo Zamenhofa Esperanto-Aranĝo, è stato preso in considerazione il modello AIDA (A.I.D.A.), modello che vale tanto per la comunicazione con finalità informativa quanto per quella con finalità produttiva, acronimo che sta per
- Attenzione
- Interesse
- Desiderio
- Azione
Il modello descrive le quattro fasi psicologiche attraverso cui passa il destinatario di una comunicazione prima di arrivare a comportarsi come negli obiettivi del mittente della comunicazione.
Si sono sempre fatti grandi sforzi per ottenere Attenzione verso l’Esperanto, quasi tutti coronati da successo ma poi ci si è sempre fermati lì, appagati dal plauso dell’esperantistaro e dal riconoscimento delle istituzioni esperantiste per aver suscitato attenzione. Però non si e’ mai andati oltre, fino a far percepire Interesse a chi ha manifestato attenzione.
Essere membri di una stessa (grande) Comunità, puo’ essere un vantaggio per il singolo (come per esempio per un Rotariano). Noi esperantisti potremmo (dovremmo) sentirci appartenenti a una (grande) Comunità di Samideani uniti, come individui, dalla Lingua dell’Amicizia tra persone e tra popoli.
Ci sono molti esempi concreti di questa appartenenza forse mai abbastanza manifestata al grande pubblico, grazie alla quale si sono dati aiuto
esperantisti mai conosciutisi prima fra loro, che si sono trovati tra i delegati della UEA tramite lo Jarlibro.
Il recupero di un Gps dimenticato, un consiglio che salva la vita, una ospite inattesa ma gradita, un biglietto che sembrava difficile da acquistare, un recupero di valuta fuori corso, una visita interessante e inaspettata in una fabbrica, conversazioni in occasione di incontri di vario genere, ospitalità reciproca, un aiuto a superare la burocrazia, la lettura di una rivista molto speciale, eccetera, eccetera. Dettagli da richiedere a chi questi o simili episodi li ha vissuti.
Il Desiderio (terza fase) di beneficiare dei vantaggi subentra se il destinatario percepisce che ciò può accadere senza un impegno eccessivo.
A questo punto il destinatario della comunicazione può passare all’Azione (quarta fase), mettendosi in condizione di ottenere effettivamente i vantaggi.
Nel particolare caso dell’Esperanto vuol dire imparare una Lingua Facile, facile se ci si accontenta di impararla a livello solo basilare, per progredire successivamente, pero’ gia’ sufficiente per intraprendere i primi contatti necessari per entrare nella Comunità Esperantista.
(Aldo Foa’)



