
Hiroshima e Nagasaki – Un piccolo gesto per ricordare
L’Esperanto è la lingua comune che ci permette di interagire con gli amici dall’altra parte del mondo e può essere un mezzo che ci unisce in questa particolare ricorrenza per lanciare il nostro messaggio di pace.
In molte città italiane si organizza una cerimonia per ricordare questi giorni ma non tutti possiamo partecipare anche se molti di noi lo vorrebbero.
E allora come possiamo fare?
Vi propongo una cosa semplice: il 6 Agosto accendiamo una candela e mettiamola sulla finestra, davanti alla porta, sulla cassetta delle lettere, insieme alla nostra bandiera che tanti di noi hanno a casa, o ad una rivista o semplicemente alla nostra “stella verde” accanto ad una bandiera giapponese.
Se non l’abbiamo a casa, è semplice realizzarla, basta disegnare un cerchio rosso su un foglio bianco: se non è precisa sono convinta che tutti gli amici giapponesi ci perdoneranno.
A casa mia ci sarà anche la bandiera della Skolta-Esperanto Ligo perché tutti gli scout del mondo siano idealmente uniti nella nostra comune promessa.
Una semplice candela, il nostro simbolo e la bandiera del Giappone per ricordare le vittime di quei due terribili giorni i cui effetti, purtroppo, si vedono ancora oggi.
Noi siamo Esperantisti, la nostra è una lingua di Pace, quella pace che deriva anche dalla comprensione reciproca, tanto cara al nostro fondatore Zamenhof.
La storia ci dice che nell’agosto di 81 anni fa per due giorni, nel cielo del Giappone, la distruzione ha assunto la forma di grosso fungo.
Alle 8:15
del 6 Agosto a Hiroshima e alle 11:02 del 9 Agosto a Nagasaki due attacchi nucleari con due ordini diversi nella loro composizione ma identici nella loro letalità hanno dimostrato a tutta l’umanità cosa l’uomo può fare ad un altro.
Oltre 100.000 morti solo per le esplosioni, altre 100.000 stimate nel corso del 1945 e molte altre vittime delle radiazioni i cui effetti continuano anche oggi, anche nel 2026.
In quei giorni due città furono distrutte, intere vite furono spezzate e il futuro di tanti e tanti bambini divenne un miraggio lontano.
Ogni anno, in ogni parte del mondo, vengono organizzati momenti dedicati al ricordo di quelle vittime, momenti che devono farci riflettere, proprio oggi che i venti di guerra tornano a soffiare con prepotenza in ogni parte del mondo.
Ogni anno, in Giappone milioni di lanterne di carta vengono affidate alle acque del fiume Motoyasu che scorre davanti alla Cupola della bomba atomica.
Ogni lanterna contiene una candela, con messaggi di pace o con i nomi dei parenti defunti.
Ogni luce, un messaggio di pace, portato fino al cielo dalla tremola luce che si alza a cercare spiragli nelle tenebre.
Condividiamo il nostro gesto tramite i social, parliamone ai nostri amici. Parliamo loro dell’Esperanto e della nostra “voglia di pace” e riempiamo il web di messaggi, per una volta, positivi che facciano da contraltare a tutte le notizie tragiche e catastrofiche di questi giorni.
Il nostro futuro e quello delle nuove generazioni passa anche da questi piccoli gesti.



