Esperanto: la lingua della trasparenza .

In "Libreriamo", media digitale di cultura, l'esperanto viene indicato come una lingua "trasparente" e democratica.

Sul sito “Libreriamo.it”, che si definisce il media digitale dei consumatori di cultura, ad opera di Patrizio Lo Votrico, il 14 Novembre 2025, è stato pubblicato un interessante articolo che aveva per titolo “La lingua italiana è una lingua opaca o trasparente?”

L’autore prende in considerazione la “trasparenza fonologica”, ovvero il grado di corrispondenza tra i grafemi (i segni scritti) e i fonemi (i suoni del linguaggio parlato).

Le lingue in cui tale corrispondenza è elevata sono “trasparenti”, quelle in cui è bassa sono “opache”. Tale aspetto interessa non solo la linguistica, ma anche la didattica, la psicologia cognitiva e influenza l’apprendimento e perfino la progettazione si sistemi di riconoscimento vocale.

L’autore identifica l’italiano come una delle lingue più trasparenti , insieme allo spagnolo,al tedesco e al russo. In queste lingue , chi le sta imparando, anche un bimbo, può leggere più o meno qualsiasi parola, anche senza conoscerne il significato.

Al contrario, nelle lingue opache, come inglese e francese, il lettore deve continuamente decodificare, come se la lingua scritta e quella parlata fossero due lingue distinte.

La dislessia si manifesta quindi con maggiore frequenza e gravità in locutori di queste lingue.

Perfino i sistemi di riconoscimento o di sintesi vocale incontrano maggiori difficoltà.

Dietro l’ambiguità delle lingue opache si nasconde la tendenza a conservare una ricchezza storica e morfologica a scapito dell’efficacia.

Per questo, dichiara l’autore, molte lingue artificiali, come l’esperanto, sono costruite su un principio di trasparenza totale e regolarità, riflettendo un ideale di democrazia linguistica, in cui la lingua sia accessibile per tutti.

    Carlo Testa
    Carlo Testa
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