
Esperanto: una lingua per unire l’umanità.
Nel mondo di oggi, frammentato da conflitti, incomprensioni e barriere linguistiche, l’Esperanto rappresenta ancora un ideale vivo: quello di una lingua neutrale, accessibile e capace di promuovere la pace e il dialogo tra i popoli. Questa lingua ha una storia affascinante, radicata in una profonda speranza umanistica, e continua a essere uno strumento concreto per migliaia di parlanti in tutto il mondo.
Le origini dell’Esperanto
L’Esperanto nasce nel 1887 per iniziativa di Ludovico Lazaro Zamenhof, un medico polacco di origini ebraiche. Cresciuto nella multietnica e multilingue città di Białystok, Zamenhof fu testimone delle tensioni sociali e culturali che la convivenza tra diversi gruppi etnici comportava. Era convinto che molti dei conflitti fra i popoli derivassero dall’incomprensione linguistica, e che una lingua ausiliaria neutra potesse contribuire alla costruzione della pace.
Così nacque “Lingvo Internacia”, poi chiamata Esperanto, dal nome dello pseudonimo usato da Zamenhof per firmare la prima grammatica: Doktoro Esperanto (“Colui che spera”). Il progetto linguistico si basava su una grammatica semplice, fonetica regolare e un lessico derivato principalmente dalle lingue europee, per facilitarne l’apprendimento.

15.12.1859-14.04.1917
Le finalità dell’Esperanto
L’Esperanto non voleva sostituire le lingue nazionali, ma offrire un secondo idioma comune a tutti, da imparare con meno sforzo rispetto a qualsiasi lingua etnica. Come scrisse Zamenhof: “L’Esperanto è il linguaggio del cuore e non del commercio”.
La sua missione era (ed è tuttora) promuovere l’uguaglianza linguistica e combattere le barriere linguistiche che impongono a milioni di persone l’obbligo di imparare le lingue dei popoli più potenti. In questo senso, l’Esperanto si presenta come lingua di giustizia, non solo di efficienza.
Riconoscimenti e diffusione
Benché mai diventato lingua ufficiale di uno Stato, l’Esperanto ha ricevuto nel tempo importanti riconoscimenti. Nel 1954, l’UNESCO riconobbe l’utilità dell’Esperanto nei contatti internazionali e nella promozione della pace. Anche nel 1985, con un’altra risoluzione, l’UNESCO riaffermò il valore culturale e il potenziale educativo della lingua. Numerose università, tra cui l’Università di San Marino, hanno offerto corsi di Esperanto. Inoltre, la Accademia di Esperanto è l’organo che supervisiona l’evoluzione della lingua, in modo analogo alle accademie linguistiche delle lingue naturali.
In Italia
Nel panorama culturale italiano, l’Esperanto ha suscitato interesse e apprezzamento da parte di varie figure di rilievo. Lo scrittore e semiologo Umberto Eco, nel suo saggio La ricerca della lingua perfetta (1993), dedicò ampio spazio all’Esperanto, definendolo “il più riuscito tentativo moderno di creare una lingua universale”. Anche il linguista Tullio De Mauro riconobbe la validità del progetto, osservando come l’Esperanto sia “una lingua capace di creare comunità transnazionali e trasversali”. Il filosofo Norberto Bobbio, da parte sua, apprezzò l’ideale di eguaglianza linguistica promosso da Zamenhof, leggendolo in chiave politica come una battaglia per la democrazia culturale.
Dove si parla oggi l’Esperanto?
L’Esperanto è oggi parlato da una comunità attiva di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. Ogni anno si svolgono eventi internazionali come il Congresso Mondiale di Esperanto (https://uea.org/kongresoj ) che riunisce partecipanti da decine e decine di paesi. Per l’Italia, punto di riferimento per gli esperantisti è la Federazione Esperantista Italiana (https://www.esperanto.it/it/ ) che annualmente organizza un congresso nazionale e si occupa del servizio di vendita libri editati in lingua Esperanto. Inoltre, grazie a internet, la lingua ha conosciuto una nuova fioritura: podcast, canali YouTube, corsi online e social network alimentano un dialogo costante tra esperantisti mentre la piattaforma Telegram ospita gruppi di conversazione quotidiana, e la rete Pasporta Servo (https://www.pasportaservo.org/) permette di viaggiare e alloggiare gratuitamente presso esperantisti in oltre 80 paesi, favorendo un turismo etico e culturale.
Come imparare l’Esperanto
Per chi volesse avvicinarsi all’Esperanto, i passi da compiere sono semplici.
- Studiando la lingua online:
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- con il corso Kirek della Federazione Esperantista Italiana (kirek.esperanto.it/)
- oppure su siti come Lernu.net ( lernu.net/ ), che offrono corsi gratuiti per principianti o Edukado net( edukado.net), offrono materiali gratuiti e progressivi.
- Partecipando ai gruppi locali come quelli della Federazione Esperantista Italiana (esperanto.it/gruppi-e-corsi/ ) che organizzano corsi, incontri e convegni.
Come usare l’Esperanto
- Viaggiare usando Pasporta Servo o partecipando ai congressi internazionali.
- Usarlo quotidianamente: scrivendo sui forum, leggendo libri tradotti o originali in esperanto ( katalogo.esperanto.it/?idioma=it,) guardando video o ascoltando musica in lingua.
- Contattando i gruppi locali della federazione Esperantista Italiana esistenti in molte città italiane che organizzano incontri periodici, anche aperti ai principianti.
A oltre 130 anni dalla sua nascita, l’Esperanto continua a essere un progetto linguistico, sociale e politico straordinario. La sua forza non risiede solo nella semplicità grammaticale, ma soprattutto nel suo messaggio di fratellanza universale.
In un mondo dominato dall’inglese come lingua franca, l’Esperanto ci ricorda che la comunicazione globale non deve necessariamente passare per la supremazia di una cultura su un’altra. Come disse Zamenhof: “Per ciascun popolo la sua lingua – per tutti, l’Esperanto”.
Riceviamo e pubblichiamo da Carlo Sarandrea



