
Mazzini e l’Esperanto, un incontro lungo più di un secolo
Che cosa possono avere in comune Giuseppe Mazzini e l’Esperanto? A prima vista, poco o nulla. Mazzini appartiene alla storia del Risorgimento italiano, mentre l’Esperanto nasce nel 1887 per iniziativa di Ludwik Zamenhof con l’ambizione di offrire uno strumento di comunicazione comune a persone di lingue e nazionalità diverse. Eppure, proprio alla Domus Mazziniana di Pisa, è possibile seguire una storia che mette in relazione queste due esperienze.
Mazzini pubblicò i Doveri dell’uomo nel 1860, molti anni prima che Zamenhof presentasse al mondo il suo progetto linguistico. Ma l’incontro non rimase soltanto ideale o simbolico. Nel 1922, a Genova, il Laborista Esperanto-Grupo pubblicò Devoj de la homo traduzione in Esperanto dei Doveri dell’uomo realizzata da Mikaelo Arabeno, con l’approvazione di Aldo Schmuckher, allora vicedirettore dell’Istituto Ligure di Esperanto. L’edizione, di 163 pagine, è oggi documentata nei cataloghi bibliografici internazionali.
Sono passati dunque poco più di trent’anni dalla nascita dell’Esperanto quando il pensiero di Mazzini viene affidato a quella nuova lingua internazionale. Non è difficile capire perché. Al centro della riflessione mazziniana stanno infatti idee come la responsabilità individuale, la solidarietà, la fratellanza fra gli uomini e la costruzione di una società fondata non soltanto sui diritti, ma anche sui doveri. Sono temi che, pur appartenendo a contesti storici diversi, entrarono presto anche nella riflessione e nella cultura del movimento esperantista.
È questo intreccio storico e culturale il punto di partenza del seminario organizzato dalla Federazione Esperantista Toscana all’interno della Domus Mazziniana, giovedì 1 ottobre alle ore 17.45.
L’incontro sarà introdotto dal professor Pietro Finelli, che presenterà il tema e il contesto dell’iniziativa. Seguirà l’intervento del dottor Marco Cecchi, dedicato a “Zamenhof, Creatore dell’Esperanto”, che permetterà di tornare alle origini del progetto linguistico e alla figura del suo ideatore.
La professoressa Laura Brazzabeni affronterà invece direttamente il rapporto fra “Movimento Esperantista e Contatti con il Mazzinianesimo”, portando l’attenzione su una pagina meno conosciuta della storia dell’Esperanto in Italia. A completare il quadro sarà Enrico Borrello, con un intervento dedicato a “Celestino Roncati, mazziniano, esperantista e patriota toscano”: una figura nella quale le due tradizioni non si incontrano soltanto attraverso i libri e le idee, ma nella vicenda personale di un uomo impegnato in entrambe.
La scelta della Domus Mazziniana non è quindi soltanto una scelta di prestigio per ospitare un incontro. È il luogo stesso a suggerire una domanda: quanto possono incontrarsi, a distanza di tempo e in contesti differenti, l’idea di una comunità umana fondata sulla solidarietà e quella di una lingua capace di superare le barriere nazionali?
La storia della traduzione dei *Doveri dell’uomo* offre almeno una risposta. Nel 1922, a Genova, alcuni esperantisti ritennero che le parole di Mazzini meritassero di essere rese accessibili anche attraverso la lingua internazionale. Un gesto concreto, avvenuto quando l’Esperanto aveva appena trentacinque anni, che testimonia come il dialogo fra la tradizione mazziniana e il movimento esperantista non sia un’invenzione contemporanea, ma abbia radici ormai centenarie.
Al termine del seminario è prevista una visita guidata alla Domus Mazziniana a cura del professor Finelli. Sarà così possibile concludere l’incontro tornando dal piano delle idee alla memoria concreta di uno dei protagonisti della storia italiana, in un luogo che conserva documenti e testimonianze della sua vita e del suo pensiero.



