
Ad Ancona l’arte diventa tattile dal progetto di due esperantisti
Conoscete il Museo Omero di Ancona? È un museo statale tattile dove è possibile conoscere e fruire di alcuni capolavori delle arti plastiche attraverso l’esplorazione tattile;
Questo museo è amico degli esperantisti: non ne esistono altri che nel proprio sito propongano le informazioni anche in esperanto (www.museoomero.it). Come mai? Lo hanno pensato e creato due esperantisti di lungo corso: Aldo Grassini e Daniela Bottegoni.
Nel Museo Omero non è vietato toccare e questa proposta fa cadere una pesante barriera che impedisce ai ciechi di avvicinarsi all’arte.
Il Museo Omero, che è stato pensato per i ciechi, è in realtà un museo per tutti e quindi uno splendido esempio di integrazione culturale. Qui un cieco può venire con un amico, un familiare, un esperto di arte e condividere la visita e tutte le emozioni che essa può suscitare.
I ciechi vedono con le mani e possono comprendere le forme, apprezzare le sfumature preziose che offre il contatto con i diversi materiali, elaborare con l’intelletto i significati e i simboli offerti dalle opere d’arte, vivere intensamente le emozioni che esse sanno produrre. Il vecchio interrogativo sulla possibilità che i ciechi comprendano e apprezzino l’arte attraverso il tatto (Diderot: “Sur les Aveugles”), ormai non ha più ragion d’essere, anche grazie all’esperienza del Museo Omero.


